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BIOGRAFIE AUTORI
COLLANA S.O.S. IDENTIA' MONDIALI

Bruna Spagnuolo, note bio-bibliografiche, premi, echi mediatici per sito

Bruna Spagnuolo è lucana di origine e lombarda di adozione. Ha insegnato lingua italiana negli Istituti linguistici e inglese nella scuola statale. Ha trascorso lunghi periodi della sua vita in varie latitudini mondiali: Nigeria-Benue State- 1977; Pakistan- 1978/’79 (dove ha conosciuto la scrittrice M. M. Kaye, per la quale ha organizzato una presentazione della prima edizione del suo The far pavilions fresco di stampa); Malesia-Singapore- 1980; Turchia- 1985/’87/’88 (dove ha elaborato importanti lavori sulla letteratura popolare turca e sul poeta Ümit Yşar Oğuzcan); S.Domingo-Haity- 1986; Algeria- 1989; Cina- 1991; Sudan- 1992; Venezuela- 1994/’95 (dove ha collaborato con la Università del Carabobo, con la Casa della Cultura di Upata, con la Rivista letteraria Predios e con il quotidiano La voce D’Italia); Malawi- 1996; Kenya-Tanzania- 1997/’98 (dove ha collaborato con l’Arcivescovado di Musoma, che conserva alcune sue opere); Nigeria- Kaduna State- 1999/2000/2001/2002/2003/2004 (dove ha collaborato con la Nazareth School, che conserva alcune sue opere)-; Nigeria- FCT-2005/2006/2007/2008/2009/2010/2011/2012/2013 (dove ha collaborato con l’ambasciata italiana di Abuja-r. cultura). Ama le lingue e ha cercato e seguito le tracce delle identità culturali anche attraverso  i collegamenti glottologici e le conferme archeologiche (fino alla valle dell?indus river e alla civilta Harappa, all’Anatolia, alle rovine dell’antica Troia, alla Siritide e ai ritrovamenti Enotri delle valli del Sinni e del Sarmento). Parla diverse lingue, tra cui il turco, e ha studiato anche urdu. Ha fondato un Gruppo Letterario riconosciuto dalle Istituzioni. È tra i soci fondatori della scuola di recitazione Lo Specchio. È stata invitata, insieme a poeti e personaggi illustri, come Franco Fortini, definito il Croce del ‘900, e a Roberto Roversi, a partecipare al primo storico convegno sulla didattica della poesia, organizzato, sotto l’egida del ministero dell’Istruzione, presso il Comune di La Spezia, con dispensa lavorativa e annessa ospitalità per vari giorni in hotel a cinque stelle. Il suo contributo ai lavori è conservato negli atti del convegno. È stata invitata a tenere conferenze come africanista, anche presso la facoltà di geografia umana dell’Università di Genova. Ha curato, in onore di madre Semira Carrozzo, superiora delle Oblate di Nazareth nel Kaduna State della Nigeria, la pubblicazione del libro Fifty years memories. È la biografa del grande Ferdinando Michelini, e ha avuto l’onore di fare da madrina a una sua mostra intitolata “Ferdinando Michelini, un artista, una dimensione ecumenica” tenutasi in Vimercate nella galleria “Il Gabbiano”, mentre Michelini era ancora in vita, alla mostra postuma sull’arte religiosa, europea, africana e medio-orientale tenutasi presso il Centro Don Marnoni di Omate, in onore di questo Michelangelo del ‘900 italiano, e alla mostra dedicata alla sua grandiosa e mastodontica “Apocalisse” nella meravigliosa e imponente galleria della Cittadella della Cultura di Agrate Brianza, nella storica e bella Villa Corneliani.

Negli anni Ottanta ha scritto per Il Cittadino. Negli anni recenti ha fatto innumerevoli articoli-inchiesta per il giornale telematico Tellusfolio lincato con Il Corriere (al quale inviava, dalle zone di rischio, gli articoli scritti sul campo, con lo pseudonimo Moonisa). Ha suscitato, con la sua opera letteraria, l’interesse della stampa, di personalità della cultura e delle più alte cariche dello Stato. È stata ricevuta dal Presidente Pertini. Ha ricevuto lettere dal Presidente Ciampi (che ha incluso due sue opere nella biblioteca del Quirinale), dalle massime autorità dell’Arma e dalle famiglie delle vittime della strage di Nassiriya, in occasione dell’uscita del suo libro La nonna di Nassiriya. È stata recensita da Giorgio Bárberi Squarotti, uno dei più importanti critici letterari italiani contemporanei, che ha seguito e ammirato la sua opera. Ha collaborato con riviste letterarie e di arte e con quotidiani in Italia e all’estero.

Le sue opere sono state recitate da alcuni attori, dal regista e attore Alessandro Quasimodo, figlio del poeta Salavatore Quasimodo, e dal regista e drammaturgo Corrado Accordino, direttore del Teatro Binario 7 di Monza.

Ha pubblicato narrativa e saggistica e si è occupata di pittura. Sue mostre sono state organizzate in Italia e all’estero. La galleria intitolata al poeta Ümit Yaşar, in Istambul, le ha dedicato una personale quindicinale, in seguito ai saggi da lei pubblicati sul poeta. Sempre in Istambul, le sono state dedicate altre mostre, tra cui una organizzata dal Lions Club. In Venezuela, c’è una sua mostra permanente presso la casa della cultura di Upata. In Tanzania, diverse sue opere sono esposte presso l’arcivescovado di Musona. Agrate Brianza è stata sede di una sua esposizione permanente.

È in vari dizionari antologici e biografici, antologie, enciclopedie letterarie.

 

PREMI:

1983, Premio Romagna; 1985, premio Peccei; 1985 premio Sàntena; 1986, premio Piacenza; 1989, premio Silarus; 1987, premio Fao; 1988, premio Monfalcone; 1986, premio L’Età verde; 1987, premio Provincia di Milano; 1990, premio L’Età Verde; 1999, premio Lions Club Istambul; 2011, premio regione Puglia /Città di Valenzano -; 2011, premio speciale Mario Ceccarello; 2012, premio Insieme nel mondo; 2013, premio internazionale Insieme nel mondo regione Liguria.

È stata recensita su:

  • Quinta Generazione, rivista letteraria edita dall’editore Forum/
  • Arenaria, rivista mediterranea di letteratura/
  • La Rosa, quadrimestrale di poesia, letteratura, filosofia/
  • Il Clandestino, rivista bimestrale di letteratura/ vari numeri del quaderno di informazione poetica /
  • – Il Segnale, edito dalla cooperativa di poeti “I Dispari”/
  • dodici numeri della rivista bimestrale di cultura e arte Alla Botteg/
  • – BSC Magazin/
  • – La lentezza dell’ora/ vari numeri di Controcampo, mensile di cultura e spettacolo/
  • – Artecultura, mensile di manifestazioni artistiche e culturali/
  • – Predios, la rivista letteraria del Venezuela.

Echi di stampa sulle sue opere:

  • Il Resto Del Carlino, 27 ottobre, 1983/
  • – Predios, aprile 1995- Upata-Venezuela/
  • – Cumhuriyet, 29 Ocak 1993- Istanbul/
  • – Milliyet, 31 ocak 1993- Turchia/
  • – La voce d’Italia, 14 agosto 1995- Caracas/
  • – Il Giorno, 7 novembre 1986/
  • – Il Giorno, 28 dicembre 2001/
  • – Il Giorno, 21 maggio 1987/
  • – Il Popolare, 1984/
  • – Il Popolare, 1985/
  • – Il Cittadino, 25 maggio 19985/
  • – Il Segno, maggio 1985/
  • – Il Cittadino, 8 giugno 1985/
  • – Il Cittadino, 15 giugno 1985/
  • – Il Cittadino, maggio 1985/
  • – Il Cittadino, 14 giugno 1986/
  • – Il Popolare, 1986/
  • – Il Cittadino, 23 Maggio 1987/
  • – Il Cittadino, 4 marzo 1989/
  • – Il Cittadino 8 novembre 1990/
  • – Il Cittadino, 15 gennaio 2000/
  • – La Gazzetta della Martesana, 10 gennaio 2000/
  • – La Gazzetta della Martesana, 31 ottobre 2000/
  • – Il Cittadino, 06 gennaio 2001/
  • – La Gazzetta della Martesana, 6 giugno 2005/
  • – La nuova del Sud, 21 ottobre 2007/
  • – Il Cittadino, 25 giugno 2011.

Echi mediatici:

Mediolanum Channel ha ospitato Bruna Spagnuolo su Stream TV, (MBN BUONE NOTIZIE PUNT. N. 73 TX).

Altri eventi mediatici:

– Intervista all’autrice, nella trasmissione televisiva Se Scrivendo.

– Citazione dell’opera nella trasmissione televisiva Se Scrivendo.

– Intervista all’autrice, nella trasmissione telvisiva 10 libri.

– Presentazione dell’opera, nella trasmissione televisiva Book Shelf.

– Presentazione dell’opera e intervista all’autrice, nella trasmissione radiofonica La Luna e i Falò.

Fiere letterarie:

  • Fiera Internazionale del libro di Torino
  • Fiera del libro Più libri più liberi di Roma
  • Fiera Internazionale del Libro di Francoforte
  • Fiera Internazionale del Libro di Londra
  • Fiera Internazionale del Libro Book Expo America
 

Bruna Spagnuolo- critica- recensioni 

La critica letteraria ha abbondantemente recensito le opere di B. S./ eccone uno scorcio:

Note critiche

 

Libro di poesia “Interspazi”, pp. 57, Ed. Forum – Forlì – 1986

 

 

  • «Le poesie di Interspazi sono molto vive e originali per la forza inventiva, l’energia sintetica, la meditatività, la capacità gnomica. Insomma, il libro è davvero ottimo».
    Giorgio Barberi Squarotti, su Il Clandestino, rivista bimestrale di letteratura, Forlì, 1989
  • «Personaggi misteriosi incontrati per caso in Africa e in Asia, i colori della natura, la sofferenza, la carne, il metafisico, l’assenza e l’amore. Questi i temi ora velati ora gridati del concerto poetico per Bruna Spagnuolo organizzato dalla Biblioteca di Agrate Brianza al teatro Duse. /…/ ultima pubblicazione, Interspazi, in cui l’autrice manifesta una vena poeticacertamente matura e uno stile essenziale, agitato da immagini dense e vive»:
    Modesto Panizza (critico d’arte e giornalista), su il Cittadino, 1987
  • «È difficile, oggi, segnalare una voce autentica nel vasto quadro della poesia contemporanea, anche perché la società attuale, che segue un ritmo tutto suo, senza curarsi della cultura, produce , sul piano intellettuale, solo inerzia e aridità. / … ed è un vero miracolo che autori come Bruna Spagnuolo/…/ riescano ancora a sopravvivere, in questo deserto di indifferenza e/…/la sua recente raccolta “Interspazi” giunge opportunamente a ad indicare che ci troviamo di fronte a a un’esperienza autentica, mantenuta su una sincera linea di ricerca/…/Dunque poesia multicorde/…/ Questi versi ci suscitano una riflessione sul poeta che – a qualsiasi livello, purché lo sia davvero – si rivela, in una comunicazione non certo solipsistica né fumosa, l’uomo del messaggio (ovviamente volgendo le spalle ai luoghi comuni e lasciando mergere un particolare impegno lessicale, con ricercatezza di parole e di immagini). E qui la Spagnuolo è un’autentica poetessa, anche se non potrà attirarsi la simpatia di alcuni critici “impegnati” per i quali il giudizio su ogni opera dovrebbe essere legato a una posizione politica /…/È la ricerca del senso della vita, la ricerca continua di un filo di speranza, a cui aggrapparsi, che permette “al piccolo uomo” di portare “entità parole” in una nuova aurora»:
    Giuseppe Possa (critico) –  Alla Bottega, rivista bimestrale di cultura e arte, Milano, Anno XXV  – N. 3
  • «Bruna Spagnuolo sembra trovare nella fluidità del verso, nel recupero di una naturalezza del tono, tra mediata semplicità dei simboli e trasparente ricerca ironica, per linee sfumate e tracce antiche, implicazioni più complesse, mediate in geometrie con scenari di vicende classiche, di categorie compatte attorno a una religiosità ferita, ma quotidiana dimensione illuminante./…/ La poetessa circoscrive le spoglie consumate di una società in metamorfosi ideologica e inquieta/…/. Per tale atteggiamento Bruna Spagnuolo arriva a stabilire un’istintiva armonia dei sensi e dell’animo, lungo il sentiero che dalla tradizione conduce a una sostanza poetica di ispirazione esistenziale e intimistica, quasi pulsioni mutevoli secondo òa misura del cuore, dei paesaggi accesi o spenti nella realtà delle ore; fortuiti urli o pianti dentro la piana meditazione di un fertile desiderio di poesia. /…/ Desiderio e scandaglio si frangono poi contro consumate solitudini/…/».
    Ipponatte – Alla Bottega, rivista bimestrale di cultura e arte, Milano, Anno XIII – N. 5

Libro Squarci di vita– Narrativa – con cui la Forum Editrice – Forlì – ha inaugurato la sua collana “Libri di Viaggio” –  1985, pp.102

 

  • «… La dimensione di quest’opera è tutta nell’intensa partecipazione umana e nella prevalente connotazione lirica della narrazione, che è sempre pulsante e impulsiva e tuttavia misurata, così come sa essere senza veli e disinvolta e in più tratti persino elegante»:

Lucio Zinna (poeta, scrittore e saggista, allora addetto al sindacato scrittori), su Arenaria, rivista mediterranea di letteratura, Palermo, 1986

  • «Nell’esperienza del viaggio permane, oggi come ieri, la dimensione ulissiaca. Ossia: dalla penetrazione di una diversa realtà etico-sociale viene la scoperta della propria identità che il confronto fissa con le linee fonde della partecipazione emotiva. Tanto più che chi viaggia è una donna/…/ nella quale l’atavismo della posizione di ascolto, che affina la sensibilità e la dilata nel silenzio, si coniuga con la sicurezza e la scioltezza nella gestione del sé»:

Fanny Monti (critico editorialista dell’allora Forum editrice del famoso editore Giampaolo Piccari, padre elettivo dei  poeti e degli scrittori del tempo), Forlì, 1985

 

  • «… Ci sono molti modi per parlare di luoghi e genti lontane e diverse, l’approccio antropologico dell’osservatore “civile” è sempre in agguato, ma nel caso della Spagnuolo questo rischio è scongiurato fin dalle prime battute. Tra racconto e resoconto, l’autrice individua e sperimenta un linguaggio che tende a trasformare in spunti lirici il materiale narrativo che l’esperienza via via le propone…»:

Amanzio Borio (scrittore), su Controcampo, mensile di cultura e spettacolo, Torino, 1986

 

: «… La dimensione di quest’opera è tutta nell’intensa partecipazione umana e nella prevalente connotazione lirica della narrazione, che è sempre pulsante e impulsiva e tuttavia misurata, così come sa essere senza veli e disinvolta e in più tratti persino elegante»

Lucio Zinna, su Arenaria, rivista mediterranea di letteratura, Palermo, 1986

  • «…/ scrivo le mie recensioni esclusivamente su libri che leggo e che mi interessano (intendo dire: che leggo effettivamente e che realmente trovo interessanti, perché mi dicono qualcosa); dei libri che non ho tempo di leggere e di quelli che non mi vanno, non parlo o dico quel che penso; tutto ciò può sembrare ovvio ma non lo è- sapessi quante volte si dice pane al vino e vino al pane, nel bailamme letterario che ci circonda! (…) non si dice pane al vino e vino al pane ai libri di B. S.».

Lucio Zinna – Sindacato Nazionale Scrittori – Palermo, 1987

 

 

Libro Linfa Guerriera – Poesia –  pp.181, 1987 – Ed. Arteoltreschemi

  • «Bruna Spagnuolo/…/Los poemas publicados en Predios pertenecen al libro Linfa Guerreira, un libro que la encuentra en Venezuela, pero que la lleva de vuelta a lo que es su sino: el irse, y no estar en ningun lado y en todas partes»: Pedro Suarez (famoso poeta sudamericano su sedia a rotelle, responsabile dell’allora unica importante rivista letteraria venezuelana), su Predios, revista del sur, Upata, Venezuela

Libro Una leggenda chiamata Sarmento – saggio – Regione Basilicata –  pp.348, 2000

  • «… A prescindere dall’importanza fin qui evidenziata, questo libro riveste importanza in campo letterario, poiché codifica la cultura popolare, trasformandola in letteratura e dimostrando che non è vero ciò che dicono gli addetti ai lavori e, cioè, che non esiste letteratura popolare in Italia». Studio Metropolis- Editoriale, 2000
  • «… Il libro si rivolge a chi, lungi dal rinnegare le proprie radici, ne ricerca le impronte tra storia e leggenda, tra parola e pensiero, tra passato, presente e futuro…»: Mara Agostoni (giornalista), su il Cittadino, 2001
  • «Il libro sul Sarmento è molto dotto e minuzioso, tra linguistica e storia…»: Giorgio Barberi Squarotti, Torino, 2005

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Virgilia Perugua
Biografia

Foto Cherchell Ferrara

Virgilia Perugia è nata in Italia ma ha vissuto per decenni in altre nazioni. Ovunque, ha avuto una vita socialmente e umanamente molto attiva, che le ha impedito di passare inosservata. È una scrittrice dallo spessore letterario notevole e dallo stile giornalistico, perché, in effetti, il giornalismo è il suo “mestiere”. Lavorando come freelance e scrivendo articoli da zone del mondo non precisamente “tranquille”, è giunta a un percorso nel quale è opportuno l’uso del presente pseudonimo. La scrittura è stata ed è una sorta di destino. Lei, infatti suol dire: “Scrivo per scelta, perché scrivere è per me libertà di esistere, eppure ci sono volte in cui devo scrivere quasi per forza. Accade quando non ho alcuna intenzione di pensare a scrivere e gli argomenti di cui è un dovere parlare mi vengono a cercare. Ha ragione chi ha detto che la benedizione della scrittura è una medaglia la cui seconda faccia può essere una maledizione”.

Certo è che la “penna” di questa scrittrice ha lo stile letterario incorporato, sa trasformare anche le descrizioni più scabrose in pura elegia e materializzare armonie che sono balsamo per il cuore e stimoli irresistibili per la mente.

La tenacia quasi testarda con cui V. P. scandaglia i luoghi sconosciuti di nazioni lontane e con cui scova gli “oggetti” delle sue descrizioni è propedeutica alla scoperta delle vie invisibili segrete da cui derivano i tragitti intimistici che stanno dietro la gestualità esteriore e hanno a che fare con le identità culturali risultanti dalle stratificazioni della conoscenza trasmessa alle popolazioni nei millenni.
I libri di V.P. sono veri e propri dossier i cui luoghi e personaggi sono incredibilmente e assolutamente unici, indimenticabili e inimitabili, provenendo da realtà ambientali e umane incontestabilmente irripetibili. Tutto ciò dipende dall’appartenenza elettiva a orizzonti senza frontiere della mentalità e della sensibilità di questa autrice abituata all’internazionalità multiculturale e alla poliedricità temporale e sociale di ogni cultura.
Il senso di appartenenza e di lealtà senza discrepanze, nelle opere di Virgilia Perugia, traspare dal legame tra chi scrive, i personaggi e l’ambientazione delle vicende e dà la sensazione che le parole siano reduci dal passaggio attraverso i luoghi dell’azione, le catarsi da essa innescate, il pathos che ne consegue e le emozioni cocenti e che meritino l’attenzione dovuta ai “ testimoni”chiave. E… molte sono le cose che detti “testimoni” hanno raccolto nel mondo esteriore e soprattutto nel mondo interiore.

La sue opere

-… e per vita la rosa dei venti è un romanzo – documento – dossier nato da un evento reale vissuto dall’autrice dal centro delle onde concentriche che ne sono derivate e da lei usato come nudo telaio di un’architettura romanzata costruita con il tessuto geografico, ambientale e sociale dei luoghi reali e animata da personaggi campiti con mondi interiori mirabilmente letterari.

Wind rose life è la pubblicazione in lingua inglese di …e per vita la rosa dei venti.

Il chiarore della rondine bianca è un indimenticabile piccolo grande romanzo costruito sulle emozioni scatenate da fatti veri, uno vissuto in prima persona dall’autrice, l’altro incontrato in sogno e, successivamente, interiorizzato attraverso la divulgazione mediatica.

Viaggi al confino dei sogni è il capolavoro di una vita, in cui l’autrice racchiude letteralmente l’intero mondo suo interiore e personale, quello locale, quello nazionale e… quello planetario, così come lei lo ha visitato, conosciuto e letterariamente immortalato e come il futuro umano non potrà più esplorarlo, perché, nel frattempo, la realtà si è deteriorata a livello planetario.

I motivi per cui Virgilia Perugia

è in S.O.S. ROOTS

È ormai chiaro che lo scopo di S.O.S. ROOTS è limitare la perdita di identità causata dalla corsa alla modernizzazione, alla dicotomia tra progresso e civiltà, alla divaricazione tra le impronte delle generazioni passate e quelle future e alla perdita totale di radici.

È evidente che le opere di Virgilia Perugia vanno esattamente nella stessa direzione, rubando all’oblio le genti che ne sono protagoniste, la loro conoscenza e la loro identità geografica e umana, con tutte le tradizioni, le glorie e gli squallori e con tutto ciò che hanno ereditato dalle generazioni passate e trasmesso ai loro eredi come radici sicure.

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