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APPROFONDIMENTI
COLLANA S.O.S. FUTURO

EDITORIALE:

Nello sconvolgimento generale in atto nella geografia fisica, politica e umana del pianeta terra, questa opera in due volumi, di G. Ferrara, si accende di un ruolo simile alla luce di una stella guida nelle notti buie. La sua funzione illuminante abbraccia tutte le sfere dell’ambiente globale, in cui la specie umana si muove, e la vita umana in senso lato, indirizzandosi, in particolare, alla mente di chi è al potere.

Fare del bene a tutti costa fatica, richiede sacrificio, dolore e doti non comuni quali lungimiranza, onestà di volere e di intenti e comportamento stoico da roccia, soprattutto quando le forze oscure, che tramano nel buio, non devono avere successo né scampo”.

“Governare un popolo significa fare tutto ciò che è necessario affinché esso continui a vivere e a prosperare anche quando noi non ci saremo più. Ognuno si deve adoperare per lasciare in eredità ai nostri figli una casa in cui continuare a vivere e a procreare/…/ in cui sia possibile sopravvivere e magari godere anche di calore, giustizia e dignità. Ognuno di noi deve fare in modo che gli eredi abbiano ancora un pianeta in cui vivere/…/ acque, terre e cieli adatti alla vita e non alla morte/…”.

AUTORE GERARDO FERRARA:

Gerardo Ferrara è nato a Noepoli, un piccolo comune medioevale appollaiato come un belvedere sulla Val Sarmento, l’amata valle “che faceva sembrare il mondo un posto immenso e pieno di cose da scoprire”, quando, da bambino, lo invitava a ripetere, con le sue piccole gambe che dolevano, “una corsa che cercava di raggiungere l’infinito” e che ha “creato la volontà di adulto in viaggio alla scoperta del mondo”, come scrive lui stesso, in una lettera. Ha sempre viaggiato, infatti, portando nel cuore la sua valle e i suoi affetti, in tutte le latitudini della sua vita raminga per scelta, lavoro e amore di conoscenza. Ha conosciuto da residente Pakistan, Nigeria- Benue State- Kaduna State- F.C.T. State, Tanzania, Kenyia, Malawi, Algeria, Libia, Sudan, Venezuela, Cina, Turchia, lavorandoci per anni, e ha esplorato varie altre parti del mondo (Haiti, Malesia, Singapore, Santo Domingo, Rodi, Maiorca, Portogallo), lasciando ovunque l’impronta della sua umanità grande. Ha organizzato, per motivi di lavoro, il trasferimento fisico di grossi siti stanziali, con annessi e connessi movimenti di materiali e organizzazioni tattiche di siti alloggiativi, beni di varia natura, forza lavorativa e comunità umana e con l’oculato discernimento di pianificazione del punto di arrivo e del relativo assetto provvisorio e definitivo e di tutto ciò che ne scaturiva. Ha fatto nascere agglomerati umani in luoghi impervi, selvaggi e inabitabili di ogni genere. Ha creato piccole città dotate di tutto e persino di case servite da fornitura idrica connessa a fantascientifici depositi, che riforniva con autobotti gigantesche, nel cuore del deserto. Ha vissuto esperienze grandiose e sensazioni struggenti di cui il mondo è ignaro, ma parte di tutto ciò rivive nei viaggi spaziali da lui descritti in Suvu e in Kerat.

Ha mantenuto la sua fissa dimora italiana là dove ha costruito il suo nido, in Agrate Brianza. Ha lasciato la vita terrena il 4 giugno 2019.

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